L’intervento neuropsicologico

3 Giugno 2021

L’intervento neuropsicologico

La valutazione neuropsicologica è un esame approfondito che ha lo scopo di individuare eventuali alterazioni nel funzionamento cognitivo di una persona, che possono essere conseguenti ad una lesione o disfunzione acquisita, congenita o geneticamente determinata del nostro Sistema Nervoso Centrale.

 

La nostra professionista: dr.ssa Marianna Lanaro

 

Quali sono gli obiettivi della valutazione neuropsicologica?

  • Rilevare deficit delle funzioni cognitive (memoria, linguaggio, abilità visuo-spaziali, abilità prassiche, attenzione e funzioni esecutive)
  • Individuare eventuali alterazioni emotivo-comportamentali
  • Analizzare le conseguenze di deficit cognitivi/comportamentali
  • Formulare una diagnosi neuropsicologica
  • Impostare un percorso di riabilitazione neuropsicologica

Cosa fare nel caso emerga un’alterazione del funzionamento cognitivo?

Un’alterazione del funzionamento cognitivo può manifestarsi concretamente nei vari contesti della vita quotidiana (lavoro, relazioni, lavori di casa…), comportando una riduzione funzionale della persona che, a lungo andare, può portare ad una perdita di autonomia.

Per questo motivo è importante intraprendere prontamente un percorso di riabilitazione (in caso di deficit focale) o stimolazione cognitiva (in caso di deterioramento cognitivo) volto a migliorare l’adattamento funzionale della persona, che verrà personalizzato per rispondere ai bisogni cognitivi, emotivi e motivazionali del singolo paziente.

La valutazione neuropsicologica viene richiesta in caso di:

  • Accertamento clinico di patologie neurologiche acquisite e caratterizzate (o associate) da deficit cognitivi ed emotivo-comportamentali
  • Giudizio di idoneità alla guida
  • Finalità di natura medico-legale
  • Accertamento diagnostico richiesto dalla Commissione medica per l’invalidità civile

È inoltre consigliabile richiedere una valutazione neuropsicologica quando, nel contesto della vita quotidiana si manifestino alcune difficoltà, ad esempio:

  • “Non riesco ad apprendere nuove informazioni”
  • “Spesso dimentico il gas o la luce accesa”
  • “Non riesco a seguire una discussione perché perdo il filo del discorso”
  • “Non riesco a seguire un film”
  • “Spesso mi capita di iniziare una cosa e lasciarla inconclusa per poi iniziarne un’altra”
  • “Spesso non mi vengono le parole”
  • “Mia madre negli ultimi tempi è sempre giù di morale, non ha voglia di fare niente”

Questi sono degli esempi che potrebbero indicare un’alterazione del funzionamento cognitivo, ma è importante ricordare che questa condizione può anche essere una risposta ad un momento di disagio psicologico che sta vivendo la persona.

Attraverso la valutazione neuropsicologica è possibile discriminare i due casi e stilare il protocollo di riabilitazione e/o il percorso psicologico più adatto alla persona.

Patologie neurologiche che richiedono un intervento neuropsicologico:

  • Esiti di ictus cerebrale (ischemico / emorragico)
  • Traumi cranio-encefalici
  • Encefaliti
  • Demenza (Disturbo Cognitivo Lieve, Demenza Vascolare, Demenza di Alzheimer, Demenza Fronto-Temporale, Demenza ai Corpi di Lewy…)
  • Malattia di Parkinson e Parkinsonismi
  • Encefalopatia vascolare cronica
  • Idrocefalo normoteso
  • Sclerosi Multipla
  • Neoplasie cerebrali

L’intervento neuropsicologico può avvenire anche in assenza di lesioni cerebrali?

Il funzionamento cognitivo può apparire deficitario anche in assenza di lesioni cerebrali;

le performance cognitive possono infatti risentire di condizioni cliniche che non sono collegate ad un danno organico cerebrale.

Ad esempio, in condizione di dolore cronico si possono riscontrare rallentamento psicomotorio, deficit di apprendimento, di fluenza verbale, di attenzione e di memoria a breve termine.

È quindi sempre importante indagare attraverso un esame neuropsicologico la natura delle difficoltà cognitive che possono essere riscontrate dai familiari, dal paziente stesso o da altre figure professionali che seguono il paziente.

Cosa portare alla visita:

  • Refertazione clinica del paziente
  • Occhiali da vista e protesi acustiche per uno svolgimento ottimale delle prove

Il paziente dovrà essere sempre accompagnato dal caregiver di riferimento al fine di inquadrare la situazione clinica del paziente.

Informazioni utili

Per le prestazioni private NON è obbligatorio essere in possesso della prescrizione medica di uno specialista.

Durata dell’esame: circa 60-90 min. In alcuni casi può rendersi necessaria una seconda sessione di approfondimento.

 

Posted in News by centro kinesis